Realtà aumentata Vs Realtà virtuale

Nell’innovazione a volte conviene ripartire dalle basi. Si rischia infatti di dare per scontato che i concetti fondamentali siano ormai acquisiti, quando invece sono ancora veicoli di dubbio e incertezza.

Sul tema delle tecnologie immersive, comprendenti realtà aumentata e virtuale (con le loro variazioni sul tema) si può trovare una fitta documentazione, ma spesso imprecisa e non così autorevole.
Il rischio è di creare dubbi nelle aziende, nei manager, nei ricercatori e in tutti gli attori della trasformazione digitale.

Ebbene, in Marte5 su questo tema incontriamo aziende di qualunque dimensione e settore da almeno 8 anni e non c’è una regola: capita ovunque di trovare interlocutori dubbiosi, affamati di risposte su quelle che sono appunto le basi.

Il primo distinguo da fare è proprio tra le due cugine dell’immersività: realtà aumentata e realtà virtuale.

Probabilmente sarà noto a chi legge che, se la prima inserisce contenuti virtuali nello spazio reale, la seconda porta gli utenti in uno spazio virtuale.

Ma cosa significa esattamente e cosa comporta?
Proviamo a fare un passaggio ulteriore.

Potremmo paragonare la realtà aumentata all’apparizione di un fantasma: siamo presenti a noi stessi e allo spazio che ci circonda, e qualcosa di estraneo appare, confondendosi con la realtà. Magari non riusciamo ad afferrarlo, non ha una consistenza materica, ma è reale nella misura in cui sortisce degli effetti tangibili: paura, sgomento, movimento se fuggiamo o immobilità se rimaniamo fermi, etc.

Nella realtà virtuale quello stesso fantasma lo sogniamo. Certo, è un sogno lucido, sappiamo di essere in un ambiente ricostruito, ma lo sappiamo solo in parte.
Se infatti la nostra coscienza ne è consapevole, le parti più antiche del cervello, quelle adibite alla paura, alla fuga, alla sopravvivenza, iniziano a prendere le stesse contromisure che prenderebbero nella realtà.
Tutto ciò che ci circonda è una ricostruzione, ma il nostro cervello preferisce comportarsi come se fosse tutto reale.

Ecco quindi una prima distinzione generica ma importante che ci porta a riflettere sulla diversità di obiettivi e di possibili utilizzi tra le due.
Più informativa e rapida la realtà aumentata, capace di popolare di contenuti digitali il nostro spazio; più profonda, persuasiva e lenta la realtà virtuale, nella quale possiamo immergerci per vivere esperienze impossibili, ma sovrapponibili a quelle reali.