Apprendimento differito: tra regole e opportunità

Sintetizzando al massimo, il Covid-19 ha impattato sull’apprendimento in due modi:

1. La scuola delle live, di Google Classroom, dei gruppi whatsapp, dei genitori e dei docenti alle prese con le imperfezioni e le asperità funzionali di quella o quell’altra piattaforma, e in generale con una scarsa qualità di connessione e di flessibilità mentale.

2. Quelli che “ne approfitto per studiare”, e giù a vagonate di corsi e webinar e dirette live, inframezzate da una marea di video call e qualche serie tv, in un unico flusso audiovisivo, senza soluzione di continuità.

In entrambi i casi, il dato è l’accelerazione di un processo di trasformazione digitale iniziato tempo fa, ma che non aveva fino ad oggi una marcia precisa, una velocità misurabile.
Adesso ce l’ha, eccome, ed è la più alta possibile.

Il problema però è rimanere con la testa in bilico tra il vecchio mondo e la nuova normalità, in attesa del prossimo decreto, del prossimo discorso del Premier a reti unificate, bloccati in un deserto dei tartari.

È una condizione precaria, senza visone di lungo termine, che non da la forza di scollinare con decisione verso un cambiamento strutturale delle modalità educative e formative.

L’idea che ci siamo fatti – in quanto addetti ai lavori, fornitori di tecnologia e di servizi digitali – è che mentre i virologi e la politica fanno il loro lavoro, le aziende, le istituzioni, i professionisti e le persone dovrebbero forse accettare in toto le regole della comunicazione digitale differita, trovando in questo stato di cose un equilibrio stabile e sano tra realtà e virtualità.

Le opportunità sono molteplici, a partire dal fatto che, costretti come siamo a mettere la testa nei flussi digitali, abbiamo l’occasione per prendere confidenza e dimestichezza con gli strumenti che, Covid o non Covid, comunque ci aspettavano al varco del prossimo futuro.

I webinar o lo smart working, fino agli eventi virtuali, erano già lì, ben saldi in un futuro che ancora non vedevamo, ma che era già scritto. E adesso eccolo avvicinarsi a gran velocità, viste le drammatiche contingenze.

Ebbene, chi vuole lanciarsi dall’auto in corsa faccia pure, ma occhio che quelli dei film sono stuntman professionisti e le persone normali potrebbero non cavarsela con un graffio e un po’ di polvere sulla giacca.

Ecco dunque 3 semplici suggerimenti per convivere con questa situazione facendo finta che durerà ancora a lungo, e per scorgere, nei mille limiti e difficoltà, uno spiraglio di opportunità: un piano.

1. Ci sono gli strumenti digitali e la logica che ci permette di padroneggiarne il contenuto. Imparare a usare una piattaforma non significa solo individuare i pulsanti da premere, ma sviluppare un nuovo assetto mentale nella gestione del contenuto formativo e nella sua diffusione. Prendere confidenza con lo strumento è una preziosa opportunità per farsi venire nuove idee, ma sono ancora le idee a contare.

2. Cambiano le regole della comunicazione. Per mantenere una buona qualità nelle relazioni differite assicuratevi di riporre la stessa cura nella vostra presenza digitale che eravati abituati ad applicare a quella fisica. Quindi, accendete le webcam, fatevi trovare in ordine, ben illuminati, gestite bene la comunicazione para-verbale (tono di voce, pause) e non date per scontato che chi è dall’altra parte riesca a mantenere lo stesso livello di attenzione di un tavolo riunioni.

3. Nuovi modelli di business. Per molte categorie una riconversione è possibile e tra queste c’è anche la formazione. Certamente faticosa, forse dispendiosa, ma possibile. Tradurre un servizio analogico in digitale significa distillarne la proposta di valore e poi riformularla in un materiale diverso. È un processo alchemico che vi spingerà in profondità a comprendere il senso di quello che è stato fatto fino ad oggi, trovando magari soluzioni nuove.

Oggi siamo quindi tutti chiamati a rivedere dei modelli educativi che, in ogni caso, iniziavano a mostrare evidenti segni di cedimento. La ristrutturazione non può essere un semplice passaggio di testimone da una modalità analogica a una digitale. Si devono conoscere le opportunità, i limiti e le regole del digitale e su quelle ideare e testare nuovi approcci, puntando nel breve periodo alla sopravvivenza, ma con lo sguardo verso un orizzonte più ampio, quello dell’evoluzione.